Le streghe di Novara
 
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La magia che avvolge Novara inizia già dal suo logo. Passeggiando attraverso le vie dell’incantevole paesino si vede spesso raffigurato sugli antichi palazzi o anche sulle belle fontane un albero di noce.

Secondo un’antica leggenda, infatti, al centro della Piazza Matrice (anticamente sede di un tempio pagano) si trovava un enorme albero di noce che di sera fungeva da ritrovo per le streghe del circondario che si “accomodavano” sui suoi rami per consumare una cena a base di pane e uova.

Ma il fascino della leggenda coinvolge anche il mezzo di trasporto, alquanto inusuale. Non si trattava di carrozze,
zucche, scope o quant'altro appartenga all’armamentario della fiaba tradizionale ma… di un maiale.

Allo scoccare della mezzanotte, infatti, ogni strega recitava Ventu, forti ventu / portimi supra a nuggià / di Spartiventu, e prontamente si spalancava la finestra e si presentava il maiale che, a guisa di destriero, accompagnava le streghe sull’albero di noce.

Ma, si sa, nelle favole, a parte l’amore, nulla è eterno e basta un nulla per mandare tutto in rovina. Anche qui vi era un piccolo accorgimento: le streghe dovevano, per così dire, condurre una dieta iposodica, dovevano cioè guardarsi dal chiedere sale durante la cena. Una notte però una strega non si curò dell’ammonimento e osò chiedere il sale. Una tempesta di vento allora si scatenò gettando le streghe ai quattro angoli del mondo.

Secondo la tradizione l’albero fu abbattuto quando venne edificato il duomo e il suo legno servì per costruirne porte, armadi e scranni del coro.